Ho letto un post dal quale ho preso lo schema seguente. Si tratta delle principali differenze tra l’elearning 1.0 e l’elearning 2.0; l’autrice del blog lo ha messo a punto dopo la lettura di “Mashup Corporations: The End of Business as Usual” by A. Mulholland, C.S. Thomas, P. Kurchina with D. Woods.
In questo testo è pubblicato uno schema simile, ma riferito alle differenze tra il web 1.0 e il web 2.0.
Allora, quali sono le principali differenze tra l’elearning 1.0 e l’elearning 2.0?
| eLearning 1.0 | eLearning 2.0 |
| Formal structure | Freeform |
| Training required | No training |
| Software installation | SaaS = Software as a Service |
| Complexity | Easily changed |
| Experts to make changes | Anyone [mine][in the book: "simple"] |
| Predetermined uses only | Unintended uses |
| Non-social | Social |
1. Formal structure vs freeform:
L’elearning 1.0 è in genere basato su una struttura più rigida, l’attività didattica si svolge all’interno di un LMS che ha la funzione di raccogliere e presentare le informazioni nella maniera che l’amministratore del sistema ha predisposto. L’elearning 2.0 ha una struttura più libera (si potrebbe paragonare a una forma liquida), i contenuti sono mashable e presentano la forma che gli amministratori, i docenti e gli studenti richiedono.
2. Training required vs no training:
Non è possibile affermare che i docenti e gli etutor che lavorano negli ambienti di elearning 2.0, non hanno bisogno di alcuna formazione specifica su come tirare fuori il meglio dalle tecnologie 2.0. Tuttavia, si può dire che queste siano, in genere, più immediate dei sistemi dell’elearning 1.0. La differenza principale è che il web 2.0 fornisce dei servizi più leggeri e apprendibili.
3. Software installation vs SaaS:
Per organizzare un percorso di elearning 2.0 non è detto che sia necessario installare un LMS, ma, se proprio si desiderano confini limitati entro i quali far navigare gli estudent in acque sicure, perché non integrarlo e modificarlo con altri tool 2.0? In effetti, una delle caratteristiche del web 2.0 è quella del software inteso come servizio da web e i computer come macchine vuote.
4. Complexity vs easily changed:
Il web 2.0 promette strumenti leggeri e materiali didattici facilmente integrabili e modificabili in pochi click senza dover ricorrere a complesse operazioni per l’aggiornamento. Ogni eteacher, etutor dovrebbe con qualche click del mouse essere in grado di cambiare e aggiornare i propri contenuti.
5. Experts to make changes vs anyone:
I cambiamenti possono essere apportati da chiunque sia parte della learning community (docenti, tutor online, partecipanti…).
6. Predetermined uses vs unintended uses:
L’elearning 1.0 significa avere confini limitati, stanze predefinite, corridoi chiusi e anguste viuzze simili a quelle di una prigione. I comportamenti dei partecipanti dovrebbero (e sottolineo dovrebbero!) essere facilmente predicibili. Al contrario, gli strumenti dell’elearning 2.0 sono caratterizzati dalla liquidità della forma e dunque potrebbero condurre verso sentieri inesplorati. Potrebbero dar vita a un uso nuovo e differente da quanto pianificato in sede di progettazione (ma non è questo il bello del 2.0?)
7. Non-social vs social:
Parlare di learning community significa dar vita a una comunità sociale che si snoda in rete e che si riconosce e incontra anche al di fuori di quei corridoi stretti e imposti dalla vecchia aula virtuale. La comunità decolla, include nuovi elementi, modifica le sue terre e i suoi strumenti di lavoro. All’interno si dovrebbe respirare un aria di libertà ovvero di Open Knowledge! Di apertura verso una conoscenza che fuoriesce dall’aula e si fa sempre più vicina alle reali esigenze dei discenti.



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