Ogni giorno, ogni ora, ogni minuto della mia vita io posso.
Io posso decidere, momento dopo momento, di scegliere.
Io posso in ogni singolo istante cambiare il corso della mia vita.
Io posso fare questo invece che quello.
Io posso decidere di risparmiare energia.
Io posso decidere di vivere con consapevolezza.
Io posso lasciare a casa la macchina.
Io posso andare a piedi.
Io posso prendere i mezzi pubblici.
Io posso controllare i miei consumi.
Io posso studiare online.
Io posso optare per una videoconferenza.
Io posso lavorare da qualsiasi postazione Internet.
Io posso fare tanto per il mio microcosmo domestico
Io posso influenzare i miei vicini
Io posso…
Questa serie di possibilità ipotizzate sono un brainstorming risultato da alcune letture e riflessioni che ho fatto oggi per Serendipity partendo dal mio Twitter:
Il primo articolo letto è: “Students Refuse to Commute – Soaring Gas Prices Increase Enrollments in Online Degree Programs!”
Il secondo: “Consumare è risparmiare” pubblicato a pag. 6 su Nòva del 31/07/2008.
Ma anche qua e là sfogliando i quotidiani e leggendo qualche post.
A causa dell’aumento dei prezzi del carburante, un maggior numero di studenti e studentesse hanno deciso di frequentare l’università attraverso programmi in e-learning. Almeno questo è quanto sta accadendo in America.
Studiare in un college tradizionale sta diventando sempre più costoso: il prezzo della benzina aumenta giorno dopo giorno, i mercati sono in crisi e l’online education diventa più appetibile per gli studenti di tutto il globo.
Quelli che desiderano migliorare il proprio portfolio di competenze e conoscenze, quelli che non possono smettere di lavorare o quelli che non possono trasferirsi all’estero per studiare stanno guardando all’apprendimento online per migliorare le proprie prospettive di carriera.
La “liquidità” della formazione in rete attrae allievi e allieve di ogni età, professione e classe sociale.
L’e-learning non richiede frequenti spostamenti.
L’e-learning permette di risparmiare costosi carburanti.
L’e-learning è energia pulita per l’ambiente.
L’e-learning da a tutti la possibilità di seguire ottimi percorsi di studio.
L’e-learning supera le barriere spazio-temporali.
Secondo una ricerca il 79% degli studenti e delle studentesse risiedono fuori dai college, sono proprio questi che vogliono risparmiare sui costi dell’essere pendolari e hanno deciso di iscriversi ai programmi online. Dr.Kenneth Hartman, academic director of Drexel University Online ha detto: “If gas prices continue their meteoric rise and people face through-the-roof heating costs this fall and winter, the already explosive growth in online learning could get another big boost.”
Negli ultimi anni, il numero degli iscritti ai corsi online è andato sempre crescendo, tuttavia è stato il recente aumento del prezzo dei carburanti a far ampliare notevolmente la richiesta di corsi e-learning. Con tutta probabilità anche in Italia il numero degli iscritti ai programmi in rete è destinato a salire.
Lo scrittore e divulgatore scientifico Roberto vacca in “Consumare è risparmiare” scrive: “Oggi, poi, abbiamo Internet: possiamo avere rapporti umani frequenti, riservati, rinfrescanti e sarebbe bene spostarsi meno e ricorrere al telelavoro.”
Internet fa risparmiare, permette di costruire reti interpersonali utili per il lavoratore della conoscenza, per lo studente, per la studentessa, per il pensionato e per tutti.
Ma l’Internet, come ho letto oggi in Ibrid@menti, fa anche paura e ci si chiede il perché. Luca De Biase, in Economia della Felicità (pag. 65), scrive:
Il caos creativo attivato dall’eccezionale successo della rete è tale che ogni contenuto vi trova la sua strada. Ed è anche chiaro che non si può pensare di dare ad ogni singolo navigatore il compito di conoscere bene tutte le possibili strade che la sua attenzione può prendere online per scegliere in modo consapevole. Molta scelta, molta libertà ma anche molta angoscia. Sui contenuti si ama fidarsi di qualcuno. Questo è il punto di partenza della ricerca dell’armonia tra l’orizzontale e il verticale

3 August 2008 at 12:42
davvero interessante, Giuliana, la tua citazione dal libro di De Biase con cui chiudi questo post altrettanto significativo.
Bello davvero l’inizio…
ci piacerebbe che tu entrassi a far parte di ibridamenti. E’ suff. che tu abbia un account su Splinder (basta un account creato in pochi sec sulla home di Splidner) e che iscrivi Ibridamenti come “amico” al tuo account. In risposta al PVT che ci arriva automaticamente ti iscriviamo come membro…
così puoi postare, etc.
(a presto!)
Maddalena Mapelli
3 August 2008 at 13:00
Ciao Maddalena e grazie dell’invito a far parte di ibridamenti
vado a crearmi subito un account su splinder..
13 August 2008 at 13:42
Io invece comincio a essere pessimista sullo stato attuale dell’e-learning in Italia. Ho cercato di sperimentare molti corsi in rete e trovo che principi come quello dell’apprendimento collaborativo e della didattica costruttivista rimangono chiacchiere vuote con cui riempire dei libri da far studiare a dei poveri studenti.
I docenti universitari che si occupano di e-learning sono quasi sempre dei reciclati e non mi dicono niente.