Avatar è una parola sanscrita che indica l’assunzione di un corpo fisico da parte di un dio. Nel gergo di Internet con il termine avatar si indica un utente che decide di mostrarsi agli altri utenti di una Community attraverso una propria rappresentazione.

L’avatar indica una sorta di incarnazione, un avatar è un’immagine, una forma.

 

Quest’immagine a volte raffigura un personaggio di fantasia oppure un essere dalle sembianze umane, un animale ecc.

 

Gli avatar vengono utilizzati nei forum, nei programmi di Instant messaging, nei Network sociali, nei portali che richiedono agli utenti di iscriversi, in Second Life, in Google Lively, nelle piattaforme formative (LMS), nei Wiki ecc.

 

In Second Life l’utente può modificare l’aspetto del suo Avatar, sia utilizzando le funzioni standard di modifica dell’aspetto, sia acquistando Avatar già pronti.

 

Gli Avatar in Second Life hanno solitamente forma umanoide (umana o furries), ma ci sono in commercio anche Avatar in forma di animali e di esseri mitologici.

 

Di recente, Google ha lanciato Lively, un sistema di micromondi 3D. Ma con degli avatar più simili a personaggi del fumetto e, secondo alcuni, meno completo.

 

Lively e permette di creare ambienti di discussione in 3D con la caratteristica di avere stanze di discussione che si possono integrare in altre applicazioni, per esempio in un Blog.

 

Gli Avatar di Google Lively possono cambiare l’abito, sono modificabili nella forma e soprattutto comunicano.

 

Conversando nella vita reale, ma anche leggendo alcuni articoli ho riscontrato un forte scetticismo nei confronti dei metamondi 3D. Tuttavia, alcuni formatori sono pronti a scommettere che i mondi virtuali sono ottimi ambienti per l’apprendimento a distanza e la collaborazione.

 

Il futuro stesso del Web secondo alcuni dovrebbe essere sempre meno statico e più simile a un mondo con grafica 3D, un universo parallelo popolato di avatar.

 

L’avatar può attrarre e repellere, può liberare la fantasia e può disorientare.

 

L’avatar può sedersi al posto del docente reale e può svolgere una lezione, una conferenza, può discutere una tesi.

 

L’avatar forse è meno emotivo di me, più freddo e distaccato, può rappresentare ciò che di me stessa voglio dare ai partecipanti di un corso (per esempio).

 

L’avatar può indossare l’abito di un insegnante impacciato e ironico (penso a una specie di Mr. Bean che avvicina bambini e bambine allo studio dell’inglese).

 

Io sono il mio avatar e questo, in fin dei conti, non smette mai di rappresentare me. Sono io che lo vesto, che lo piloto e ancora è con la mia voce che parla.

 

L’avatar mi rappresenta e mi viene in aiuto per superare i confini spazio – temporali. Tuttavia, la sua presenza mi mette in discussione dal momento che sono io, ma non io!

Per concludere cito un aforisma di Oscar Wilde che non saprai dire esattamente il motivo ma lo associo all’avatar: “L’uomo non è mai sincero quando parla di se stesso. Dategli una maschera e vi dirà la verità”.

 

 

 


  1. Molto eloquente il tuo articolo ed anche particolarmente interessante.
    sai già che lo aspettavo da quando ho espresso la mia opinione nel sito di antonio grillo. (www.antoniogrillo.wordpress.com).
    a presto

  2. Ciao Claudia :-) e grazie della visita!!

  3. Google chiuderà Lively, scommessa fallita per “mondo virtuale”
    venerdì, 21 novembre 2008 9.38 135

    (Reuters) – Google ha annunciato che chiuderà entro la fine dell’anno “Lively”, il suo sito di esperienze virtuali tridimensionali, per concentrarsi maggiormente sulle attività “core”, come la ricerca, la pubblicità e le applicazioni.

    Sul proprio blog, l’Internet company ha detto che sostiene la sperimentazione ma che “abbiamo sempre accettato il fatto che quando corri questo genere di rischi, non sempre la scommessa paga”.

    Lively, ambiente tridimensionale in cui gli utenti agiscono attraverso personaggi virtuali, gli avatar, era stato lanciato nel luglio scorso, in concorrenza col celebrato “Second Life” di Linden Lab.

    “Tra ora e la fine dell’anno vi incoraggiamo a salvare tutto il vostro lavoro registrando video e screenshot delle vostre ‘room’”, dice il blog.




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