Quali sono le competenze necessarie a un/una lavoratore/lavoratrice della conoscenza? Ho letto un post di Gina Minks che si interroga sui seguenti punti:
Should workplace learning professionals be leading the charge around these new work literacies?
Shouldn’t they be starting with themselves and helping to develop it throughout the organizations?
And then shouldn’t the learning organization become a driver for the organization?
And like in the world of libraries don’t we need to market ourselves in this capacity?
Anche in altri blog trovo le stesse domande e diversi commenti e opinioni.
Non è difficile scontrarsi con la realtà, vedere come i partecipanti a qualche intervento formativo, in e-learning o in un laboratorio di informatica, possano incontrare grandi difficoltà nell’utilizzo di Social network o di altri servizi offerti dal Web.
Gina Minks si chiede che cosa succede se, dopo aver predisposto un intero apparato per l’apprendimento interattivo, nessuno lo utilizza perché non conosce quelle tecnologie? Lei crede che bisognerebbe da un lato rendere la tecnologia invisibile e dall’altro insegnare a sfruttare gli strumenti predisposti.
In un gruppo di apprendenti è possibile che qualcuno sia un utente esperto, ma non gli altri (La regola dell’1%).
Come possiamo progettare un percorso e-learning 2.0 se l’utente non può apprezzarlo? Come posso impostare un corso utilizzando un Wiki se prima non insegno che cos’è e perché potrebbe essere interessante saperlo?
E se dopo che l’abbiamo spiegato incontro ancora delle resistenze all’utilizzo di questo strumento? Che faccio torno al classico LMS (Learning Management System) con rigide linee di confine da non oltrepassare?
Non credo che questo sia poi tanto più semplice da utilizzare e comunque non sono più i tempi per chiuderci dentro un’unica “aula virtuale”.
Le comunità di apprendenti dovrebbero fluire di blog in blog, seguendo sentieri della conoscenza, solcando autostrade e oltrepassando austeri confini.
Gina Minks afferma:
So, yes, learning professionals must learn and use these tools, and then apply the tools to there existing framework.
Inoltre, fornisce la seguente lista di strumenti (tools) di base e alcune delle competenze necessarie al loro utilizzo:
Wikis: Come editarli, come leggerli e come linkarli.
RSS Feeds: Che cosa sono, come posso leggerne uno, una volta che ho un lettore di Feed RSS, come posso utilizzarlo per unire i miei feed e come posso condividerli.
Blogs: Come posso scrivere in un blog. Perché dovrei scrivere in un blog. Come posso valutare le informazioni che trovo in un blog, come posso unire le parole chiave e come possono tornarmi utili.
Information Creation tools: Youtube, SlideShare, Flickr. Come posso utilizzarli. Perchè/Quando posso utilizzarli.
Tagging: Che cos’è? Perché è importante? Come li utilizzo con I contenuti che ho creato? Come li utilizzo per cercare le informazioni di cui ho bisogno?
Questa è un’ottima lista di partenza che può essere arricchita degli innumerevoli strumenti che un formatore ha a disposizione.
Consiglio il blog: WebTools For Learners
Segnalo anche un utile e-book “Personal Branding con i Social Media” di Luigi Centenaro. Sul tema della difesa della reputazione online, dell’uso degli strumenti offerti dai Social Media e dal Web2.0.
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Pingback on Jul 18th, 2008 at 2:48 PM
[...] sono le competenze del lavoratore [...]



16 July 2008 at 3:23 PM
ottimo…prendo spunto per un post che avevo in mente di scrivere su cose simili:-)
16 July 2008 at 8:50 PM
grazie, poi fammi sapere…