Ogni giorno si snodano infinite conversazioni che partendo da un blog rimandano a un altro.

Ogni giorno viviamo in una vortice di conversazioni ininterrotte che fluiscono attraverso autostrade della conoscenza.

Ogni giorno ricerco discussioni che in qualche modo catturano il mio interesse e stimolano la mia mente.

Ogni giorno ricorro a qualche media sociale per confermare la mia presenza, per buttare là un testo.

Ogni giorno mi pongo come apprendente sociale che sfrutta le risorse del Web 2.0.

Questa sono io, o meglio una parte di me che in qualche modo si diverte a rincorrere una qualche esperienza di conoscenza in rete. Tuttavia, so bene che non è né semplice né scontato fruire di determinati servizi. La nota Regola dell’1% http://scioglilingua.wordpress.com/2007/09/01/la-regola-dell1/ ci ha messo in guardia, la parola d’ordine è semplificare. Rendere le conversazioni sempre più fluide e fruibili, facendo attenzione allo strumento che utilizzo (qualcuno mi ha suggerito l’usabilità).

Una delle obiezioni più comuni che vengono rivolte ai Media di tipo sociale è la complessità con cui l’utente meno esperto si potrebbe scontrare. La complessità, la difficoltà, l’addentrarsi in zone poco note rende l’utente un lettore passivo di conversazioni digitali. Non adottare le possibilità offerte dai servizi e strumenti 2.0 significa non adottare nuove metodologie di studio e lavoro in maniera significativa.

Consideriamo questo semplice scenario, liberamente tratto dal post “Value from Social Media” (http://www.workliteracy.com/value-social-media) :

 

Sono una lavoratrice della conoscenza, sto cercando di decidere se una certa cosa sia adatta alla mia realtà. Faccio qualche ricerca utilizzando Google, trovo qualche idea generale, una serie di informazioni. Tuttavia, non sono del tutto soddisfatta. Vorrei qualcosa di più del tipo:

 

  • Esperienze/Buone pratiche
  • Esistenza di proposte/soluzioni di quel genere
  • Verifica basate su esperienze
  • Importanza/rilevanza della questione

 

Google da solo non è sufficiente a rispondere, ma i Social Media potrebbero essermi di notevole aiuto. È leggermente più complesso riuscire a tirare fuori dai Social network e dalla blogosfera le risposte che vorrei. Non tutti i lavoratori della conoscenza sono pienamente consapevoli di questa opportunità. Da ciò ne consegue che ci sono molti knowledge workers che avrebbero bisogno di sviluppare questa capacità.

 

 

 

 


  1. L’ho inserito nel post di oggi sui lavoratori della conoscenza

  1. 1 Le competenze del Knowledge Worker « eLearning Goddess

    [...] Come possiamo progettare un percorso e-learning 2.0 se l’utente non può apprezzarlo? Come posso impostare un corso utilizzando un Wiki se prima non insegno che cos’è e perché potrebbe essere interessante saperlo? [...]




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