Il giorno 28 Marzo 2008, presso la Facoltà di Economia “G.Fuà” si è tenuto il Seminario di studio “Gli orientatori in rete”.
Il Seminario ha rappresentato il momento finale del Corso di Perfezionamento in “Sistemi Integrati di Orientamento per la scelta consapevole”, realizzato dall’Università Politecnica delle Marche in collaborazione col M.I.U.R.
L’obiettivo del Corso è stato quello di potenziare le competenze tecnico-professionali e relazionali di tutti coloro che operano nell’ambito dell’orientamento di II livello (Istituti Superiori, Università, Servizi alla Cittadinanza), al fine di trasferire alle nuove generazioni conoscenze e strumenti adeguati per essere protagonisti di un personale progetto di vita e inserirsi con successo nei mondi del Lavoro, della Formazione e dell’Istruzione.
Questa attività era finalizzata a dare vita ad una rete territoriale dell’orientamento e formare contestualmente le figure che saranno i primi nodi di questa rete.
Il Seminario è stato un momento formativo e di confronto tra gli operatori attivi nell’ambito dell’orientamento e quattro esperti del settore di fama nazionale.
Poiché la Rete Territoriale, per definizione, è formata da operatori appartenenti ad ambiti diversi, gli esperti sono stati scelti in modo da rappresentare i diversi “mondi” dell’orientamento.
Il Seminario ha avuto inizio con una introduzione del Prof. Rodolfo Santilocchi-Delegato del Rettore all’orientamento, che ne ha curato anche il coordinamento.
Il Prof. Giorgio Sangiorgi, docente di Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni e Psicologia dell’Orientamento presso l’Università degli studi di Cagliari, ha presentato una relazione dal titolo: “Università cerniera o fase di transizione” .
Secondo Sangiorgi, l’Orientamento consiste in una azione di supporto individuale nell’ambito della quale un professionista qualificato aiuta il soggetto che si trova ad affrontare una fase critica di transizione durante l’arco della vita, nella presa di una decisione significativa riguardo al proprio futuro formativo o professionale (scelta scolastica o professionale, ricollocazione, outplacement, career change, etc.).
Questa attività, sottolinea Sangiorgi, si caratterizza per la relazione d’aiuto, per la prospettiva “life long” e per un approccio “client centered”, personalizzato e flessibile.
Sangiorgi sottolinea che l’orientamento deve essere ricondotto ad un intervento specifico, sviluppato da professionisti qualificati che obbediscono a precisi canoni deontologici e che adottano criteri, metodologie, strumenti scientificamente corretti. Strumenti che non sovrappongono la relazione orientativa con altre relazioni.
Sangiorgi denuncia la contraddizione in cui si trova l’Università sostenendo che troppo spesso le attività orientative, si riducono a pochi momenti di informazione senza che venga realmente offerta agli studenti una concreta possibilità di ricevere aiuto.
L’Università, sostiene, dovrebbe fornire aiuto a:
-scegliere l’Università
-vivere l’Università
-passare al lavoro
L’Università accompagna i giovani nel passaggio da una condizione oggettiva e soggettiva di dipendenza e di stretti legami e vincoli famigliari, ad una condizione di autonomia e di responsabilità, sulla base della quale sarà costruito il Progetto di vita futura.
Perché l’Università offra un reale servizio occorre:
- garantire a tutti un reale servizio di Orientamento all’accesso, in grado di favorire l’emergere di desideri e motivazioni, da porre a confronto con attitudini capacità e potenzialità, nel quadro di una attenta ricognizione dei vincoli e dei punti di forza oggettivi che derivano dalla propria storia, dalle caratteristiche famigliari, dalle effettive competenze disponibili.
- sviluppare concreti servizi di orientamento al lavoro instaurando rapporti con gli attori del Mondo del Lavoro.
- assicurare a tutti gli studenti un effettivo sostegno orientativo durante il corso di studi, tale da garantire un effettivo monitoraggio della performance e di intervenire in maniera precoce nelle situazioni di criticità.
Questo sostegno deve assumere le caratteristiche di un effettivo accompagnamento lungo il percorso di transizione e dovrà essere condotto in termini di guidance. Il servizio può essere affidato a orientatori ed a tutor esperti e potrà avvalersi di supporti informatici.
Sangiorgi sostiene che per tutto ciò occorrano orientatori professionalmente preparati, senza distinzioni circa il contenuto specifico della loro attività.
Il Professionista dell’Orientamento, è un laureato debitamente formato e specializzato sulla base di standard per lo meno europei.
La SIO (Società Italiana per l’Orientamento) sta operando per dare attuazione agli standard, in vista di un sistema di certificazione delle competenze dell’Orientatore.
Si tratta di un consulente (orientatore, career counsellor) che, nel quadro della relazione d’aiuto ed usando metodologie e strumenti specifici, attiva col Cliente un processo di rielaborazione della sua storia formativa/lavorativa al fine di sostenerlo nella definizione di un progetto di sviluppo coerente con l’identità, i valori, le motivazioni, gli interessi, le capacità e le competenze del soggetto e realistico in termini di opportunità.
La Dott.ssa Marta Consolini, esperta di Orientamento e di Reti Organizzative, ha presentato una relazione dal titolo :“Il lavoro in rete per il miglioramento della qualità”.
L’intervento si è concentrato in particolar modo sull’operato dei corsisti, sottolineando come la creazione di una piattaforma attraverso cui realizzare una comunità di pratiche sia un obiettivo corretto e ben individuato.
La community, sostiene, rappresenta un’opportunità di crescita professionale, confronto di esperienze, sviluppo di una sensibilità e di un linguaggio comune fra operatori di diversi servizi.
La Dott.ssa Consolini propone un ulteriore obiettivo: l’utilizzo della rete come strumento per il miglioramento della qualità del servizio verso gli utenti finali.
Da qui, l’invito a considerare la rete non solo da un punto di vista informatico e comunicativo , ma anche da un punto di vista organizzativo, come strumento per facilitare la cooperazione fra i diversi soggetti che in una prospettiva “lifelong” svolgono funzioni di orientamento (scuola, università, formazione, servizi per il lavoro).
Suggerisce di individuare gli aspetti organizzativi chiave per raggiungere risultati di efficacia: disegno e progettazione della rete, ruoli dei partner, accordi formali, strumenti di lavoro, condivisione delle risorse informative e documentarie, strutture di coordinamento della rete.
Sottolinea l’esigenza di una più stretta relazione tra lavoro in rete e gestione della qualità e sui ruoli dei diversi nodi, a partire dalla valorizzazione delle risorse umane degli operatori e dalle competenze necessarie per un’efficace lavoro di rete.
Nella terza e ultima parte della mattinata, il gruppo classe ha presentato obiettivi e finalità del Portale Re.Te.O.Ra.
Per prima cosa i corsisti hanno raccontato i passaggi attraverso i quali sono diventati da singoli individui una “comunità di apprendimento” (come tale, contraddistinta da: individui mutuamente impegnati, repertorio condiviso, impresa comune).
Gli elementi che connotano il gruppo come comunità di apprendimento, sono gli stessi che lo potrebbero connotare come futura comunità di pratica e infatti vediamoli nel dettaglio:
1) individui mutuamenti impegnati: forte senso di responsabilità e di impegno per la partecipazione alla riuscita del corso in vista del convegno finale; prosecuzione dell’impegno a fungere da nodi della rete territoriale degli operatori dell’orientamento; impegno a migliorare e diffondere il modello di rete come buona pratica sul territorio;
2) repertorio condiviso: nuove competenze attraverso l’attivazione delle risorse di ciascuno; opinioni, caratteristiche personali, interazione con gli altri, crescente cooperazione in rete; diffusione di procedure, contatti, informazioni reciproche su iniziative, scambio siti web da consultare, segnalazione di comunità virtuali a cui aderire; uso della piattaforma e dei suoi strumenti:
3) impresa comune: sviluppo, rinforzo, promozione della piattaforma; proposte condivise di proseguire occasioni formative andando all’estero (es.Bruxelles); programmazione di incontri in aula degli operatori della rete; proposta di partecipazione come gruppo ad eventi significativi e rilevanti sul territorio italiano ed europeo; entrare in contatto con altre comunità virtuali di orientamento.
Il gruppo ha infine presentato lo schema del Portale Re.Te.O.Ra.
Il primo intervento del pomeriggio , dal titolo “Metodologie partecipative e nuove tecnologie per l’orientamento integrato” è stato curato dal Dott. Maurizio Serafin, Direttore del Centro Studi Pluriversum di Siena.
Il Dott.Serafin ha ricordato come l’Europa, nell’ambito della Strategia di Lisbona, ha chiesto a tutti gli Stati e alle autorità dei singoli territori di attivare servizi di orientamento di qualità, in grado di aiutare ed accompagnare le persone durante tutto l’arco della vita.
Da qui la necessità di pensare ad un sistema di lifelong guidance in grado di garantire il diritto all’orientamento, come premessa alla possibilità di libero accesso alle opportunità di apprendimento che meglio rispondono alle esigenze e alle potenzialità dei singoli cittadini.
Tale esigenza si coniuga con la necessità di superare la frammentazione e l’organizzazione dei “sistemi” dell’orientamento in funzione delle diverse finalità degli enti coinvolti, attraverso processi di integrazione ispirati alla centratura sulla persona e ai bisogni reali di orientamento, in ogni fase della sua vita formativa e professionale.
La ricerca di soluzioni che privilegino un metodo di lavoro partecipativo spingono all’individuazione di modalità e strumenti in grado di far lavorare assieme tutti i potenziali soggetti del sistema con l’obiettivo di dare forma e significato ad un modello di orientamento integrato, di cooperazione e di valorizzazione di ogni possibile risorsa territoriale.
In questo senso la combinazione di metologie formative innovative e di nuove tecnologie, sottolinea Serafin, costituisce nei territori la possibilità di costituire comunità di pratiche di operatori in grado di mettere in relazione i diversi segmenti e soggetti del sistema dell’orientamento integrato e di generare nuove conoscenze, non teoriche ed astratte, ma contestualizzate, focalizzate sui problemi reali e quotidiani.
Attraverso la lettura di alcuni progetti di intervento, vengono messi a fuoco opportunità e vincoli nella realizzazione in ambito locale di processi di costruzione di comunità basati sulla capacità degli operatori di condividere in modo dinamico saperi interdisciplinari e culture professionali, facendo dialogare gli attori territoriali e valorizzando le esperienze specifiche.
In questo quadro le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) giocano un ruolo determinante, contribuendo a stimolare la riflessione sia sul loro utilizzo nell’erogazione diretta degli interventi sia sulle competenze richieste agli operatori dell’orientamento in rete integrata.
Infine la Dott.ssa Anna Grimaldi, rappresentante dell’Isfol -Area Politiche per l’Orientamento, ha presentato una relazione dal titolo “Le professionalità nell’Orientamento”.
La Dott.ssa Grimaldi presenta l’ipotesi di modello di professionalità che ha elaborato l’Area Politiche per l’Orientamento dell’Isfol.
E’ un contributo alla definizione di possibili profili professionali che si riferiscono a figure dedicate presenti nei diversi contesti organizzativi (scuola, università, formazione professionale, servizi per il lavoro, sportelli di informazione e orientamento) che con finalità diverse erogano azioni di sostegno al processo di auto-orientamento della persone lungo tutto l’arco della vita.
Si esclude quindi l’ipotesi di un’unica figura di orientatore.
Questa, infatti, andrebbe a ricoprire funzioni molto diverse con il rischio di legittimare un profilo troppo generico e inadeguato per rispondere ai diverse bisogni, sistemi ed esperienze di transizione.
Sono stati individuati quindi quattro ambiti di funzioni dedicate direttamente collegate a quattro ipotetiche figure professionali.
Tre funzioni hanno a che fare con l’erogazione di interventi rivolti direttamente all’utente: trasmissione di informazioni, tutorato/monitoraggio di specifici percorsi, consulenza alla persona nella determinazione delle scelte e nella definizione di un progetto personale e professionale.
La quarta funzione fa capo, invece, ai compiti più gestionali – di analisi, ideazione, pianificazione, programmazione, coordinamento, monitoraggio, valutazione- che si stanno molto diffondendo negli ultimi anni nelle organizzazioni e che consentono di progettare azioni in una logica di sviluppo di rete sistemica sia intra-sistema che inter-sistema.
Quattro anche i contesti organizzativi: la scuola, la formazione professionale, l’università, il lavoro.
Quattro le macro aree di competenza identificate: macro aree concepite in maniere trasversale e che poi si declinano in maniera specifica nell’ambito di ciascun profilo professionale.
Il seminario si è conluso con l’intervento del Prof. Marco Pacetti ,Rettore dell’Università Politecnica delle Marche, che ha sottolineato l’intenzione dell’Università di mantenere il ruolo di ente promotore e coordinatore, nonché nodo territoriale.
Posted in Conoscenza, PLE, Tutor online, eLearning | Tags: Conoscenza, Dedicato ai docenti, eLearning, eLearning 2.0, Formazione, guidance, openLearning, orientare, orientatori, Piattaforme formative, PLE, Progetti, rete, seminario, Tutor online, Universita, Web 2.0, Wiki