Siemens nel Connectivism Blog parla della discussa distinzione tra “Nativi Digitali” ed “Immigrati digitali”. Sono molti gli articoli che si rifanno alla nota distinzione di Prensky, tuttavia Siemens scrive di trovare il dualismo proposto alquanto offensivo. Inoltre, la suddivisione tra Nativi e Immigrati del digitale sembra essere portatrice di una sorta di conflitto tra le due categorie. 

Sei nato attorno agli anni Novanta? Sei un nativo. Proprio come un insegnante madrelingua, parli spontaneamente la tua lingua. L’hai appresa in tenera età, in modo del tutto naturale. Tuttavia, proprio come il madrelingua manchi di riflessione metalinguistica. Ovvero subisci un po’ lo strumento! 

Non sei madrelingua? Sei Immigrato. (direi meglio sei non di lingua madre).

Hai studiato la lingua digitale per necessità e in un contesto “non naturale”… allore sei come un insegnante non madrelingua. Hai avuto bisogno di rigore e applicazione e forse (se pensiamo al concetto di “Immigrant”), dal momento che non l’hai appresa con accanto un bel biberon rassicurante, c’è stata della tensione. Tuttavia, dalla tua parte hai un punto di vista distaccato (oggettivo?) che ti potrebbe portare a riflettere in maniera più scientifica sul linguaggio (digitale). 

Perché tensione? Non tutti gli insegnanti che hanno a che fare con la generazione nata intorno ai Novanta, sono perfettamente consapevoli di cosa si possa fare con il web e con l’infinità di applicazioni disponibili in rete. 

In un laboratorio informatico, gli allievi e le allieve possono accedere a Windows Messenger con facilità (è già lì installato nei sistemi Windows!), non per demonizzare gli strumenti di Instant Messaging (IM). Tutt’altro!

Ad esempio, un mio allievo di Scuola Media, quando durante una lezione al Laboratorio informatico gli ho chiesto di chiudere Messenger, mi ha risposto: 

- Professoré, Lei sa proprio tutto. Conosce pure Messenger!!! 

Avrei voluto dire: “ovvio! È un potente Tool che utilizziamo nell’eLearning per la comunicazione sincrona…”.

Tuttavia, forse la strada da percorrere è lunga e mi sono limitata a sorridere chiedendomi: “Chissà!” 

Sempre con la stessa fascia d’età (13 anni) ho riscontrato che hanno impiegato soltanto quindici minuti a capire il funzionamento dei Wikispaces per l’inserimento dei nostri TOPIC in Lingua inglese. 

La stessa lezione, tenuta ad adulti mi ha fatto ritenere opportuno utilizzare una diversa piattaforma formativa, differente da un motore Wiki. Si trattava di adulti all’interno di un corso di formazione di Lingua inglese. Non sono riusciti a utilizzarlo!

Altro esempio, sempre con un Wiki (PBWiki). Lezione per adulti in un corso di Perfezionamento ha generato grande interesse teorico, ma poco utilizzo pratico. Si è optato per Moodle.

 Gli allievi di 12-13 anni sono multitasking? Certamente sì. Non è detto che i loro insegnanti, magari nati qualche anno prima non lo siano perché hanno iniziato a utilizzare il mouse un po’ più grandicelli!  

Certo, molti docenti di vecchi generazione non avranno piena consapevolezza di cosa sia il web 2.0, 3.0 ecc.

Anche in base a questo il sistema educativo mondiale dovrebbe adeguarsi alla realtà tecnologica e alla velocità dei cambiamenti in questo settore e offrire a tutti la possibilità di lavorare in modo più consono ai tempi… 

Concludo (solo per oggi, il tema mi interessa e lo vorrei riprendere!) con questa citazione di David Thornburg: 

The designation of “digital natives” and “digital immigrants” suggests a difference that is, at best, largely innacurate and, at worst, demeaning to educators. So, again, I apologize to teachers everywhere for ever having used these terms in my presentations. You all deserve better from me, and I promise you will have it.

 Avevo detto di conculdere… ma mi è venuto ora in mente di proporre di parlare invece che di Nativi Digitali e Immigrati o Migranti del Digitale di: 

  • Madrelingua Digitali
  • Digitali Non-Madrelingua
  • Principianti Digitali
  • Pre-Intermedi Digitali
  • ecc. ecc. una lista infinita a seconda del proprio rapporto con le tecnologie…

    


  1. FG

    Ciao Giuliana,
    forse ti può interessare quello che ho scritto qualche tempo fa sulla questione nativi/immigranti digitali: http://tinyurl.com/2tl779

    La presentazione che hai visto è infatti una semplice introduzione al concetto per un pubblico eterogeneo. Non c’è accenno alle problematiche del “razzisimo digitale” che sono connesse ad una distinzione netta fra nativi ed immigranti digitali.

    FG.

  2. Ciao Fabio :)
    e grazie per il link.
    Pensare a una multiculturalità digitale, un concetto che di certo merita di essere approfondito…

  3. Ricerca dell’università di tel aviv

    I genitori non sanno come navigano i figli

    Solo il 4% ritiene che i ragazzi possano diffondere informazioni personali online: in realtà sono il 73%

    Cosa fanno veramente i ragazzi quando sono collegati alla Rete? Un nuovo studio, supportato da un sondaggio su ampia scala che ha coinvolto sia adulti che bambini, lancia ombre sulla reale consapevolezza dei genitori riguardo alle attività online dei propri figli. Nell’era di Facebook, MySpace, dei blog e dell’instant messaging, i genitori sono lontani più che mai dal mondo degli adolescenti che integrano quotidianamente le proprie attività scolastiche e ludiche con una seconda vita virtuale. La ricerca elaborata dalla Prof. Dafna Lemish dell’Università di Tel Aviv è ritenuta unica nel suo genere in quanto rivolta a genitori e bambini appartenenti alle stesse famiglie. Ha messo a confronto per la prima volta quello che gli adulti credono di sapere e ciò che i figli realmente fanno al computer, facendo emergere un gap generazionale notevolmente dilatato rispetto al passato, soprattutto a causa dell’avvento delle nuove tecnologie.

    [estratto dal Corriere della Sera del 5 febbraio 2008. Autore: V. Tubino.
    Link: http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_febbraio_05/ragazzi_internet_ricerca_81dbe9d0-d3f4-11dc-b97b-0003ba99c667_print.html

  1. 1 L’ottimismo di una stagione all’inferno ;) « Scioglilingua digitale

    [...] a un modulo CLIL che integri l’inglese con l’informatica. Tornando al discorso dei “Nativi digitali”, è probabile (ma non sperimentato) che quest’ultima (l’informatica) crei quel certo [...]

  2. 2 They’re all thumbs « Mordennau

    [...] Un bel post di Scioglilingua (in italiano) [...]

  3. 3 Cronaca di una giornata… « Ein-ForTIC

    [...] se necessario… appuntiamo tutte le fasi del progetto sull’agenda (cartacea, noi migranti digitali ne teniamo ancora una nello zaino, non si sa mai) e rimandiamo a dopo pranzo ( a casa quindi, [...]




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