Posted by: Giuliana Guazzaroni | January 28, 2008

Scioglilingua: calligrafia digitale

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Avere una bella calligrafia, rispettare le regole dell’ortografia, fare attenzione alla punteggiatura è ancora importante?

Il tempo corre in fretta per tutti noi e spesso, anche senza volerlo mi ritrovo ad abbreviare, semplificare, troncare le parole, tralasciare articoli e preposizioni.

Certo, posso dare forma ai miei pensieri senza rispettare le regole del bello scrivere in italiano, come anche in inglese o altre lingue.

Leggo le verifiche scolastiche di studenti e studentesse, sono in pochi a riuscire a scrivere all’interno di una riga, a essere ordinati, a utilizzare segni grafici chiari.

Altra cosa è digitare, si va più in fretta. Qui qualche errore in più è concesso. Soprattutto se scrivo un SMS. Un messaggio breve e veloce che arrivi diretto al destinatario, senza sfoggio di stile, o quasi. Non per tutti è così, c’è chi desidera racchiudere in pochi bit, pensieri più complessi e lima, lima fino all’osso per trasmetterne un certo rigore stilistico!

Questo post lo scrivo in risposta a quanto ho letto di Tony Karrer a proposito degli allievi di 9 anni. In California, passano molto tempo a studiare la calligrafia, il corsivo, la scrittura. In molti trovano difficoltà, sono nati davanti a un computer e hanno appreso prima a digitare e poi a disegnare segni in un foglio di carta.

Karrer si chiede il perché suo figlio debba affrontare tanto studio per avere una bella calligrafia corsiva. Del resto, le prove di verifica dei ragazzi sono digitate al computer e gli adulti, da quelle parti, sembra che utilizzino la scrittura a mano solo per apporre la propria firma alla fine di un documento.

In Italia, non credo che le cose siano poi così differenti. A questo post hanno replicato in molti. Un insegnante evidenzia l’importanza della scrittura corsiva: “Non è tempo perso!”, replica.

A dire il vero, anch’io ho qualche difficoltà con l’ortografia. La mia non è delle migliori e da bambina a scuola, nel tentativo di essere precisa, scrivevo in maniera irregolare e forse poco comprensibile. Mi concentravo sul singolo segno e non guardavo l’insieme del testo.

La tastiera è più democratica, si può scegliere un FONT, ad esempio il Verdana, l’Arial, il Times New Roman ecc. Cosi ché, le differenze si appiattiscono e non si vedono le cancellature… Pazienza! Avremo meno manoscritti di stesure precedenti! Più belle copie e soprattutto una bella uniforme indosso uguale per tutti.

Se correggo una verifica scritta a mano, non posso fare a meno di notare la calligrafia e la gestione dello spazio all’interno di un foglio. Vi assicuro che pur non essendo una grafologa possono veicolarmi molte informazioni.

Se leggo le stesse cose all’interno di un file di scrittura digitale, le stesse informazioni e la gestione dello spazio potranno essere differenti, ma tuttavia di gran lunga più comprensibili a tutti. Le differenze rimarranno nella cura di una buona formattazione.

Problemi di calligrafia? Non se ne accorge nessuno, basta avere sempre dietro un palmare e una piccola stampante ;)

Responses

Molto interessante la tua ossservazione.
Come se il digitale nascondesse molto del carattere di chi scrive, come se nascondesse meglio le proprie lacune in qualche modo.

A dire il vero anche per il mondo “non digitale” vedo molta approssimazione: nelle scuole ai vari livelli, nel mondo del lavoro, nelle istituzioni in generale, c’è molta tendenza alla superficialità.
Non vorrei scadere nei luoghi comuni pardon…
Eppure in quelle circostanze non ci sono dispositivi elettronici ad interfacciare le persone. Nonostante ciò si perdona molto, non si tiene conto delle sfumature, si tralasciano molte cose, si va di fretta… Per alcuni versi proprio come accade quando si usano dispositivi digitali per comunicare!

Una domanda: la “calligrafia digitale” è frutto dell’abitudine al “digitale” o è solo un segno una “cattiva abitudine” umana?

Aggiungo delle riflessioni:

- La “calligrafia digitale” è semplicemente una delle rappresentazioni di un testo

- Come possiamo considerare i dispositivi che riconoscono la voce e la rendono testo “digitale”?

- Come cambiano le nostre abitudini rispetto al testo scritto e alla scrittura?

- Perché desidero avere un piccolissimo notebook per scrivere quando sono in viaggio? Non potrei accontentarmi di un quadernino e una penna biro ;) ?

che ne pensate?

A mio avviso la voce digitalizzata in testo è anch’essa “calligrafia digitale”: traduce in digitale una espressione, privandola degli elementi caratterizzanti. Proprio come accade per la parole che passa attraverso la tastiera digitale (sia essa quella di un telefono cellulare o di un computer)

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